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Manager 4.0: quali competenze deve avere?

[fa icon="calendar"] 06/06/18 14.18 / by MakeITLean

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Nell’era in cui viviamo il domani è già ieri, i cambiamenti corrono veloci, molto veloci, e non possiamo permetterci di rimanere indietro; ma come si fa a sopravvivere a tutto questo?

Qualcuno una volta ha detto “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”.

E di cambiamenti in questa particolare fase storica ne stiamo vivendo davvero molti, alcuni positivi altri meno, l’unica cosa certa è che ne usciremo vincitori solo se siamo in grado di reagire nel mondo giusto.

Per fare questo non possiamo contare sulle macchine, ma sull’uomo. Ancora una volta l’uomo è al centro del processo e la risorsa più importante per il successo dell’azienda. 

Anche nell’era della digitalizzazione, dell’industry 4.0, della sperimentazione e dell’innovazione tecnologica che sembra non fermarsi più e che ha raggiunto ormai dei livelli incredibili, che a volte sorprendono e a volte spaventano, si continua a parlare del ruolo fondamentale dell’uomo…Per fortuna aggiungerei!

 

industry-4.0

 

Quando si parla di Lean Transformation si parla di persone, della loro importanza all’interno dell’azienda, dell’importanza di formarle, coinvolgerle ed educarle ad un metodo di lavoro diverso, più efficace e produttivo. Allo stesso modo quando si parla di Fabbrica 4.0, si descrivono le nuove competenze richieste ai lavoratori; ma a livello direzionale cosa succede?

In realtà, la figura dei manager delle aziende, è forse quella che più di tutte le altre figure aziendali ha subito i cambiamenti di questa rivoluzione digitale. Perché?Perché sono loro che devono creare il cambiamento; devono intuirlo, immaginarlo, capirlo e implementarlo all’interno dell’azienda.
E sicuramente non è facile capire come muoversi quando è l’intero contesto a muoversi e cambiare continuamente.

“The only thing we know about the future is that it will be different”. P. Drucken

E fin qua siamo tutti d’accordo immagino! Ma quando si passa dalla bella frase d’effetto alla pratica nella realtà non è affatto semplice; un conto è innovare in un contesto noto o quantomeno prevedibile, più difficile è farlo quando tutto è volatile, provvisorio e in continua evoluzione come il mercato e il contesto socio-economico in cui operiamo.

 

Come deve essere il manager 4.0?

Innovatore, etico, ispiratore, tecnico, umanistico, analista…

La sua sfida più grande sembra essere diventata quella di riuscire a coniugare tecnologia e fattore umano.

 

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Deve avere un misto di tradizionali soft skill, unite a nuove competenze di project, legate soprattutto all’ambito dei processi dell’ICT, unite ad una certa etica e consapevolezza nonché alla capacità di creare relazioni, comunicare e diffondere “conoscenza” su tutti i livelli dell’azienda.

Perché è bene ricordare che l’IT (Information Technology) non dà risultati senza l’intelligenza delle persone; in primo luogo sono necessari attitudini e comportamenti, è necessario che skill come creatività, comunicazione, team-work e problem-solving pervadano tutta l’organizzazione.
Non è tanto la tecnologia ma come la si applica che fa la differenza.

Con il termine Leadership 4.0 quindi si indica il nuovo stile di leadership e management che viene richiesto oggi e in futuro per avere successo e non rimanere indietro nella transazione alla Quarta Rivoluzione Industriale.
L’industry 4.0 richiede l’integrazione e la connessione tra macchine, persone e sistemi informativi, per creare ambienti di lavoro più “intelligenti”.

 

Quali sono le caratteristiche che deve avere il manager 4.0?

 

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Le caratteristiche più importanti consistono in:

  • visione: intesa come la capacità nel comprendere e anticipare le direzioni di sviluppo del mercato. La capacità di capire il contesto, legare le situazioni e i concetti tra di loro, capire cosa ci sarà dopo per realizzarlo prima!
    La differenza fra aziende che si limitano a introdurre nuove tecnologie e quelle che affrontano una trasformazione basata sulla tecnologia, si vede da come il vertice riesce ad articolare una visione complessiva e a coinvolgere l’intera organizzazione.
  • essere l’ambasciatore dell’innovazione: nell’era della digital transformation il leader dovrebbe non solo gestire il cambiamento, ma anticiparlo, crearlo, muovendosi tra le nuove tecnologie del suo settore e del mercato, deve saper cogliere le opportunità che gli permettono di migliorare il proprio business. Ma non solo, anche quelle che gli permettono di migliorare il lavoro delle persone che collaborano con lui (tecnologie organizzative).
    Deve essere il primo testimonial della rivoluzione digitale all’interno della propria impresa, per favorirne l’adozione da parte della propria organizzazione.
  • consapevolezza: o meglio auto-consapevolezza e capacità di accettare l’errore; fondamentale quando si percorrono terreni inesplorati come quelli attuali.
  • capacità di creare relazioni: e facilitare la comunicazione interna. La comunicazione 4.0 è trasversale all’interno di un’azienda non più solo verticale (dall’alto verso il basso), è costituita da relazioni stabili incentrate non più sul criterio del controllo basato su una rigida scala gerarchica, ma sul principio di reciprocità, rispetto, fiducia, autonomia e responsabilità.
  • leadership orientata al team: È necessario diffondere la conoscenza a tutti i livelli aziendali: la tecnologia è importante solo se viene utilizzata nel modo corretto dalle persone, altrimenti non apporta alcun beneficio alla tua azienda e crea degli sprechi inutili.
    Deve essere un manager comunicativo, umano che favorisce la collaborazione e lo spirito di squadra, dotato di una certa “intelligenza emotiva” che mette la persona al centro, e che ha buone capacità di coaching, e aiuta a tirar fuori il talento, la creatività e il potenziale della sua squadra.

E caratteristiche più tecniche come:

  • essere capace di migliorare i processi attraverso la gestione e l’implementazione di roadmap tecnologiche;
  • essere abile nella analisi dei dati e nel creare valore da essi;
  • conoscere e saper sfruttare le nuove tecnologie come l’Artificial Intelligence, gestire risorse smart come Cloud, Big Data e architetture IT-OT.

Ed è proprio basandosi su questo scenario che Federmanager ha promosso la formazione di un nuovo profilo professionale, quello del Digital Transformation Manager, che ha il compito e le competenze giuste per accompagnare le imprese, in particolare le PMI, che sono forse quelle che soffrono di più di questa trasformazione, nel percorso di adeguamento al nuovo modello di sviluppo industriale 4.0.

 

Per saperne di più, contattaci!

Possiamo aiutarti a semplificare e rendere più efficace il percorso di innovazione della tua azienda e affiancarti lungo questa fase di trasformazione utilizzando la metodologia lean e gli strumenti che questa rivoluzione digitale ci mette a disposizione.

 

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Topics: manager 4.0, industry 4.0

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